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Giorno 72

Anche a Berlino è arrivata la Primavera.

Per i Berlinesi è come se fosse ferragosto, girano già in maglietta e pantaloncini. Io, abituato ad altre temperature, opto per la mia bellissima felpa verdesperanza, con un meraviglioso omaggio ad Alberto Sordi: una vignetta con su scritto “E ‘mo te magno!” e un bullterrier con un piatto di spaghetti.

Esco per strada e rimango stupito. Credevo che i Berlinesi – più turisti annessi – fossero tanti, ma oggi sono tantissimi.

Pensavo che ci fossero tantissime biciclette, ma oggi sono centinaia.

Le persone, con le proprie famiglie, si sono riversate per strada e non solo letteralmente. Giuro di aver incrociato una famiglia sulla trentina (di anni, non di quantità) che aveva messo un paio di sdraio e un pouf sul marciapiede sotto casa propria, un tavolino con sopra bevande e birre. Pochi passi dietro di loro, un gruppetto di nomadi con fisarmonica, tromba e strumenti vari che ravvivano un pomeriggio che si prospettava meraviglioso.

Mi avvio verso uno dei tanti dei parchi berlinesi, animati da una folla che si perde a vista d’occhio: famiglie intere, bambini giocanti (licenza poetica!) e festanti, giovani e meno giovani impegnati in docili letture, a correre, a giocare ad un tipico gioco tedesco con i legnetti di cui mi sfugge il nome e molto altro.

La particolarità dei tedeschi, e dei berlinesi nel mio caso, è di essere estremamente liberi di fare ogni cosa ma, nel contempo, di non eccedere mai, di non violare norme e consuetudini del vivere comune. Si vive in una specie di mondo ovattato, in cui ogni singola persona rispetta lo spazio di chi sta intorno, in una società (quasi) perfetta.

Concludo il mio quotidiano sproloquio con alcune foto del pomeriggio di relax.

Che la brezza di primavera soffi nei vostri cuori quell’energia vitale che vi permetta di realizzare i vostri sogni!
Stephen Littleword